Indagine con igrometro al carburo

Le analisi sono state eseguite su una muratura in tufo di un annesso ad un casale sito nella provincia di Rieti. Lo studio aveva analizzato un anno prima lo stato igrometrico delle murature con strumentazione sia di tipo capacitivo per la determinazione dell’umidità superficiale della muratura sia di tipo ad onde per la determinazione dello stato di umidità in profondità. Le risultanze delle analisi così condotte fecero rilevare una significativa umidità superficiale e una non critica umidità muraria tra i 20 e i 30 cm. di profondità. La circostanza della rilevante umidità superficiale faceva escludere problematiche riconducibili ad umidità di risalita muraria. Dopo aver provveduto alla demolizione dell’intonaco si è provveduto a verificare con igrometro al carburo la quantità di acqua misurata in peso all’interno della muratura. Le analisi termografiche e igrometriche confermarono quanto analizzato in precedenza, ovvero che l’umidità presente superficialmente risultava ascrivibile ad una eccessiva igroscopicità degli intonaci nonché ad una bagnatura degli intonaci derivante dalla mancata impermeabilizzazione del marciapiede perimetrale.

igrometro al carburo
prove distruttive

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MUFFA e CONDENSA

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Lo studio si è occupato di accertare le cause dei formazioni fungine all’interno di un appartamento posto al piano rialzato di una palazzina della periferia romana. Gli utilizzatori lamentavano la formazione diffusa di muffe diffuse nei due vani letto nonché nell’unico bagno presente. Presa visione della situazione oltre ad un rilievo termografico di tipo quantitativo sono stati posti negli ambienti interessati dalle manifestazioni fungine dei data logger che hanno registrato per una settimana la temperatura ambientale, l’umidità relativa ambientale e il punto di rugiada. Le cause accertate risultavano ascrivibili ad una non propriamente corretta conduzione dell’alloggio nonché ad un non perfetto isolamento in corrispondenza di ponti termici non corretti.blank

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Letto 1

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sfondellamento solaio

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Lo studio è stato incaricato di accertare la presenza di criticità all’intradosso del solaio di una autorimessa già interessata da crolli improvvisi di laterizi, esplosi a seguito dell’espulsione del copri ferro dei travetti ossidati a causa di infiltrazioni di acqua piovana. L’analisi ha accertato che l’intradosso presentava diverse criticità e pertanto si è provveduto ad isolare le zone sottostanti al fine di non arrecare pericolo alle persone e alle autovetture in sosta. sfondellamento solaio

TERMOGRAFIA INFILTRAZIONI

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REPORT INFILTRAZIONI

L’analisi termografica è stata richiesta da un CTU nominato per una causa pendente presso il Tribunale di Roma. L’ispezione termografica è stata eseguita per accertare lo stato manutentivo dell’impermeabilizzazione della pavimentazione del lastrico solare e la presenza di eventuali fenomeni infiltrativi.

TERMOGRAFIA MUFFA e CONDENSA

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relazione muffa e condensa

Le contaminazioni fungine e formazioni di muffe sono tra le manifestazioni che più affliggono le abitazioni e i locali. Spesso sono associate a fattori endogeni ed esogeni a volte provocate da una non propriamente corretta conduzione dei locali. L’insufficiente aerazione e ventilazione, associata ad un alto tasso di umidità relativa, sono tra le principali cause delle formazioni fungine e quindi riconducibili ad una non corretta conduzione delle abitazioni. Il nostro studio, attraverso indagini eseguite sul territorio romano, ha accertato che durante il periodo Covid sono aumentate in maniera esponenziale le richieste di verifiche di formazioni di muffe e condense all’interno degli alloggi. La maggiore permanenza degli utilizzatori nelle abitazioni in questo particolare periodo, per le limitazioni imposte dal Governo, ha determinato un disequilibrio termo igrometrico che ha amplificato i fenomeni già in essere ed evidenziato l’insorgenza di formazioni fungine laddove non c’era alcuna traccia. Nella quasi totalità delle abitazioni il tasso di occupazione risulta indicativamente del 50% in considerazione che gli utilizzatori stanno in caso mediamente 12 ore rispetto alle 24 ore. Pertanto il maggior apporto di umidità dovuto alla costante presenza in casa delle persone unitamente ad una non propriamente corretta utilizzazione degli ambienti possono determinare sia fenomeni condensativi che manifestazioni di muffe.